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Cronache, commenti ed articoli riguardanti il Napoli

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sabato 7 novembre 2009

Taglialatela a "NM Live": "Napoli, Mazzarri ha sbloccato la squadra"


Taglialatela a "NM Live": "Napoli, Mazzarri ha sbloccato la squadra"


Pino Taglialatela, ex portiere del Napoli, e' intervenuto telefonicamente a "Napoli Magazine Live", trasmissione sul Napoli prodotta da "Napoli Magazine" (www.napolimagazine.com) in onda dal lunedi' al venerdi' dalle 21 alle 22.30 su www.napolimagazinelive.com, rispondendo alle domande dei tifosi partenopei in video (Vincenzo Vitiello da Milano conduce e coordina gli interventi di Ciro da Barcellona, Massimo da Colonia, Fabio da Napoli, Paolo da Cosenza ed Antonio da Marcianise), oltre alle tantissime domande degli amici in chat (da ogni parte del mondo). Ecco quanto ha dichiarato Luciano Marangon a "NapoliMagazine.com": "L'arrivo di Mazzarri ha ridato fiducia e tanta grinta alla squadra, che si e' sbloccata mentalmente. Sono stati ottenuti risultati importanti contro Fiorentina, Milan e Juventus. I portieri del Napoli? Con De Sanctis, Iezzo e Gianello gli azzurri possono stare tranquilli. Un portiere per il futuro del Napoli? Mi piace Viviano. Un ruolo nel Napoli? Mi farebbe piacere aiutare a crescere i giovani portieri del Napoli, ma non voglio forzare il club. Napoli e' la mia casa. Sono stato 14 anni in azzurro. Essere stato il capitano del Napoli e' stato motivo di orgoglio per me. De Laurentiis ha fatto delle scelte coraggiose. Il Napoli ha fatto bene a girare in prestito Navarro, che sta lavorando sui fondamentali. Ha bisogno di continuità. Aver giocato con Maradona e' stato incredibile. Tra De Sanctis e Iezzo? Iezzo e' napoletano, c'e' l'affetto per un conterraneo, ma le scelte le fa Mazzarri. Le sbavature di De Sanctis a Palermo e Genova? Puo' capitare, e' un grandissimo portiere. De Sanctis e' un portiere sul quale si puo' fare affidamento. Europa League o Champions? Non farei l'errore dello scorso il campionato. Diamo tempo al Napoli. Difesa del Napoli in difficoltà? E' un problema di tutta la serie A. Il Napoli deve credere in Santacroce, che puo' crescere e migliorare tantissimo. Paolo Cannavaro criticato? E' uno che da' tutto per la maglia azzurra. Fiorillo e Sepe? Fiorillo promette bene, mentre Sepe puo' crescere. Un ruolo dirigenziale? Preferirei un ruolo sul campo".




Riguarda l'intervento video, coordinato da Vincenzo Vitiello, ascoltando le parole di Pino Taglialatela (41 minuti):

http://www.ustream.tv/recorded/2504894

giovedì 5 novembre 2009

GIANDUIA MECCANICA


GIANDUIA MECCANICA


Fa vomitare la violenza gratuita dei "Drughi" juventini su napoletani innocenti. Ma la latitanza della stampa nei confronti di questo vergognoso episodio non è da meno


Fonte: pianetanapoli.it-Antonio Papa

Drughi. Questo nome a qualcuno rievocherà senz’altro un’opera, letteraria prima e cinematografica poi, chiamata Arancia Meccanica.Fa vomitare la violenza gratuita dei “Drughi” juventini su napoletani innocenti. Ma la latitanza della stampa nei confronti di questo vergognoso episodio non è da menonica. Drughi era il nome del gruppo di ragazzini annoiati che andavano in giro per le case a pestare gratuitamente la gente perbene. La straordinaria potenza di quella storia sta nell’abilità che hanno Burgess prima e Kubrick poi nel farci provare più pietà per il carnefice che per le vittime, una volta vista la punizione che tocca al protagonista. Ecco dov’è che si dirama la vicenda dei Drughi cinematografici (sarebbe troppo sperare che un gruppo di imbecilli abbia letto un libro) da quella dei Drughi juventini: nella compassione. Perché questi ultimi probabilmente non saranno mai puniti per la loro vigliaccheria e nei loro confronti al posto della pena ci resteranno solo odio e disgusto. Cosa è accaduto lo sa bene mezza Napoli.

L’altra metà sicuramente rimarrà all’oscuro di tutto così come il resto d’Italia, visto che sui giornali che contano la notizia ha avuto lo stesso risalto che a Londra avrebbe una pioggerellina autunnale: zero assoluto. Per amor di cronaca i fatti sono questi. Alla fine della partita fra Juve e Napoli si scatena una spirale di vergognosa violenza gratuita.

Una frangia del più famoso gruppo ultrà juventino (i Drughi, appunto), che già per tutto l’arco della gara si era distinta per i soliti cori imbecil-razzisti all’indirizzo dei napoletani, ha pensato bene di sfogare la delusione per una sconfitta ignominiosa nel modo più abietto possibile. Come un branco di iene che si sentono forti soltanto se in gruppo sbranano una gazzella indifesa, questi animali hanno massacrato di botte un signore giunto allo stadio col figlio con tanto di sciarpa azzurra al collo e un povero cristo che aveva appena guardato la partita con la sua fidanzata. La caccia al napoletano proseguiva all’esterno dello stadio con ulteriori tafferugli sotto l’occhio inerme e quasi compiacente del servizio d’ordine dell’Olimpico.

Terrore e distruzione, sì, ma solo con chi non può difendersi, soltanto con chi è andato a guardare una partita di calcio convinto che non bastasse una vittoria del Napoli per trovarsi in una festa di botte contro un branco di bestie. Anche perché probabilmente la vittoria del Napoli, e il calcio in generale, con quest’immondizia umana non c’entra assolutamente nulla. Il giorno dopo e quello dopo ancora monta la rabbia, il senso di frustrazione nell’immaginare che al termine dell’oretta di follia codesta feccia avrà festeggiato “l’impresa” con un Negroni e una striscia di cocaina (molto più prosaiche del latte-più di Kubrick), mentre un bambino traumatizzato a vita o una ragazza in lacrime accompagnavano i loro cari insanguinati in ospedale. A maggior ragione la rabbia cresce se il giorno dopo non si legge neanche un trafiletto sui quotidiani per stigmatizzare l’episodio, ben sapendo che a parti invertite il mostro partenopeo sarebbe stato (giustamente, per carità) sbattuto su tutte le prime pagine.


E che nervi sentire il solito fighetto con gli occhiali colorati che discetta con indignazione posticcia delle bombe carta di Roma o perfino dei cori fiorentini contro un avversario senza spendere una sola parola per i suoi con-tifosi che massacrano innocenti solo perché napoletani. Possibile che non ne sapesse nulla? Difficile, molto difficile, così come è difficile che giornalisti sempre pronti a giudicare i vestiti della D’Amico o le parolacce di Cassano non abbiano saputo nulla di un fatto di cronaca, quella vera, quella che ormai nel calcio ha lasciato spazio alla marea di vaccate che si legge sui giornali e si vede in tv.


La tessera del tifoso è solo uno scudo dietro il quale si nascondono stampa e politica per palesare la loro incompetenza in materia, un documento che serve solo da facciata per celare l’immobilismo totale nei confronti di una piaga sociale, più che sportiva. Hai voglia a vietare le trasferte ai tifosi veri, ciò che non si è ancora capito è che chi fa male al sistema sono i tifosi finti, quelli che si fanno schermo dietro le sciarpe e dietro al branco per sfogare la pochezza della propria persona. E quelli lì sono talmente vigliacchi che sarebbe meglio vietargli le partite in casa (dove si sentono protetti e in diritto di fare ciò che vogliono) che quelle in trasferta.
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lunedì 2 novembre 2009

Juventus-Napoli. Oltre i confini dello sport



Juventus-Napoli. Oltre i confini dello sport



Juventus - Napoli rappresenta una classica nel panorama calcistico nazionale. Sul terreno di gioco le due squadre hanno onorato l'impegno disputando una partita che resterà negli annali del calcio e nella memoria dei tifosi napoletani per moltissimo tempo. Un ricordo indelebile come quello riguardante la partita disputata al Comunale di Torino nel campionato 1986/87, un match che segnò una svolta decisiva nel percorso di una squadra e di una società destinata, successivamente, a diventare protagonista in Italia ed in Europa.

Juventus – Napoli, disputata sabato, presenta molte analogie con la storica partita del campionato che consegnò il primo scudetto al Napoli, infatti anche in quella partita dopo il gol iniziale dei bianconeri, la squadra azzurra si cimentò in una memorabile rimonta realizzando ben tre gol. Vivo è il ricordo dei tifosi partenopei per quella splendida giornata di sport come altrettanto vivo resterà il ricordo dei supporter napoletani che, sabato, hanno potuto assistere al match sugli spalti dell'Olimpico. Pochi tifosi residenti a Torino ed in Piemonte accorsi per sostenere la propria squadra del cuore. Gli altri supporter partenopei, residenti a Napoli e nelle altre regioni, sono stati bloccati dalla decisone del CASMS che non ha permesso loro di recarsi a Torino per assistere alla partita.

Vivo il ricordo? Si, ma a differenza della splendida giornata trascorsa più di vent'anni fa, resterà, in molti di loro, il ricordo di aver dovuto partecipare passivamente ad un evento che ci porta "ai confini dello sport" e che non appartiene al modus vivendi di una qualsivoglia civile società in cui possono, fisiologicamente, esistere personaggi, gruppi od altro tendenti a destabilizzarla ma, per la forza dei veri e consolidati valori della vita, riesce a produrre gli anticorpi necessari per respingere tali attacchi.

Il sito "Golmania.it" si è fatto carico, di raccogliere alcune testimonianze di ciò che è accaduto sabato sera ed impressionante risulta essere il racconto di alcuni tifosi azzurri presenti all'Olimpico: "Al terzo gol del Napoli- i ragazzi del Club Napoli Milano che erano allo stadio- raccontano di padri, con figli piccoli al seguito, picchiati ed un ragazzo massacrato di botte con la sua ragazza, mentre gli addetti allo stadio restavano impassibili. Tutto questo ad opera dei "drughi" che non sapevano con chi prendersela". A confermare i tristi e delinquenziali episodi, vi sono altre testimonianze, tra cui quella dell'agente FIFA Antonio Crusco (fonte TuttoNapoli,net): "Ad un certo punto ho avuto paura per la mia incolumità - ha dichiarato il procuratore napoletano - alcuni personaggi in tribuna oltre ad offese avrebbero cercato volentieri anche il contatto fisico. Non riesco a spiegarmi il motivo di tanto astio nei confronti dei napoletani. All'uscita dello stadio c'era un numeroso gruppo di juventini che gridava - Bruciamo il napoletano, prima o poi lo troviamo qui in mezzo", parole già gridate a squarciagola all'interno dell'impianto torinese"

Vincenzo Vitiello
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